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venerdì 7 novembre 2014

Spizzicando...#1

Non so per quale motivo non ho mai scritto nessun post con questa rubrica, eppure è una delle mie preferite. Molto spesso non scrivo una recensione del libro, perché per recensione io intendo un qualcosa di strutturato e abbastanza corposo, mentre queste brevi opinioni che darò su alcuni libri sono semplicemente delle contestazioni o degli apprezzamenti che però non formano una vera e propria recensione. Vi scriverò titolo, autore e trama e cercherò di non fare spoiler.



Titolo: La signora dei funerali
Autore: Madeleine Wickham (meglio nota come Sophie Kinsella)
Trama: Fleur Daxeny è bella e affascinante, ma soprattutto è una donna senza scrupoli. Fornita di uno straordinario guardaroba di eleganti abiti neri, dopo aver letto i necrologi sul "Times", Fleur si imbuca ai funerali e alle commemorazioni dei ricchi puntando a conquistare i vedovi inconsolabili. Dopo averli sedotti e soprattutto dopo aver messo mano alle loro carte di credito, e tutto questo con recalcitrante figlia al seguito, Fleur scompare senza lasciare tracce fino all'incontro con una nuova vittima ignara. Questo giochetto le riesce più volte fino al giorno in cui la donna incontra il noioso e prevedibile Richard Favour, alla commemorazione dell'amata moglie. Ancora una volta, da vera professionista, Fleur riesce a far breccia nel cuore del vulnerabile vedovo, ma le cose non vanno esattamente come lei aveva previsto...

Rating: 

Recensione: Primo libro di Madeleine Wickham, carino, ma può fare di meglio. Molto di meglio. 
Innanzitutto non ho ben compreso la motivazione del brutto carattere di Fleur. Non ha una vera e propria storia drammatica alle spalle, e il suo non voler lavorare è del tutto ingiustificato. Mi è piaciuto comunque il piccolo approfondimento fatto sulle tradizioni del luogo dove prima la protagonista abitava e in particolare la strana abitudine di dover regalare le cose quando si dice che sono belle. 

Il finale l'ho trovato un po' troppo sbrigativo e non l'ho capito, sinceramente. Mi è parso che Madeleine si fosse stancata di scrivere e avesse lasciato aperte le questioni del romanzo senza aver tentato di chiuderle. Quindi, il racconto termina in maniera abbastanza approssimativa e anche piuttosto tronca, senza far comprendere la decisione finale di Fleur e soprattutto il perché di questa scelta.
Ho apprezzato l'indagine dei personaggi, l'alone di mistero che accerchiava il personaggio di Emily e la confusione di Richard, ignaro del vero carattere della sua ex moglie. 
Una lettura leggera e piacevole, ma non qualcosa di indimenticabile.



Titolo: The selection
Autore: Keira Cass
Trama: In un futuro lontano, in un Paese devastato dalla guerra e dalla fame, l'erede al trono seleziona la propria moglie grazie a un reality show spettacolare. Per molte ragazze la Selezione è l'occasione di una vita. L'opportunità di sfuggire a un destino di miseria e sognare un futuro migliore. Un futuro di feste, gioielli e abiti scintillanti. Ma per America è un incubo. A sedici anni, l'ultima cosa che vorrebbe è lasciare la casa in cui è cresciuta per essere rinchiusa in un Palazzo che non conosce. Perdendo così l'unica persona che abbia mai amato, il coraggioso e irrequieto Aspen. Poi però America conosce il Principe Maxon e le cose si complicano. Perché Maxon è affascinante, dolce e premuroso. E può regalarle un'esistenza che lei non ha mai nemmeno 
osato immaginare...

Rating:

Recensione: Katniss America Singer si offre volontaria per partecipare agli Hunger Games alla Selezione, per sposare il Principe Maxon, futuro governatore di PanemIllea. La società è divisa indodici distretti otto caste che si basano sul lavoro e sulla ricchezza. Per partecipare alla Selezione la protagonista lascia a casa sua sorella Prim Mary eil suo migliore amico Gale ex fidanzato Aspen, più povero ma fikissimo e dal cuore grandissimo. 
Prima della Selezione viene fatta un’intervista con Caesar un giornalista coglione preso a caso e America viene sottoposta a ceretta e ad maschere di bellezza. 

Purtroppo c’è anche un antagonista: Cato Celeste, che viene dal Distretto 2 Casta 2 e vuole accaparrarsi il dolce e buon Peeta Principe Maxon. 
Selezione noiosissima in cui le partecipanti si ammazzano tra di loro combattendo per Maxon con le unghie e con i denti si guardano in faccia tutto il giorno e si fanno schifosi complimenti. Qualche attacco random dei ribelli messo lì a posta per farci capire che America è coraggiosa e forte come Katniss prova ad essere coraggiosa e forte come Katniss, ma in realtà dimostra più volte di essere sostanzialmente una povera scema.
Alla fine innamoramento conPeeta Principe Maxon e il ritorno da Gale di Aspen per aprire un bel triangolo.


Titolo: Il castello errante di Howl
Autore: Diana Wynne Jones
Trama: La giovane Sophie vive a Market Chipping, nel lontano e bizzarro paese di Ingary, un posto dove può succedere di tutto, specialmente quando la Strega delle Terre Desolate perde la pazienza. Sophie sogna di vivere una grande avventura, ma da quando le sorelle se ne sono andate di casa e lei è rimasta sola a lavorare nel negozio di cappelli del padre, le sue giornate trascorrono ancor più tranquille e monotone. Finché un giorno la perfida strega, per niente soddisfatta dei cappelli che Sophie le propone, trasforma la ragazza in una vecchia. Allora anche Sophie è costretta a partire, e ad affrontare un viaggio che la porterà a stipulare un patto col Mago Howl, a entrare nel suo castello sempre in movimento, a domare un demone, e infine a opporsi alla perfida Strega. Insomma, Sophie, nel tentativo di ritrovare la sua giovinezza, dovrà affrontare suo malgrado molte più avventure di quante ne avesse mai sognate! Questo romanzo ha ispirato al maestro del cinema d'animazione Hayao Miyazaki il film omonimo.
Rating: 

Recensione: Ho scoperto da pochissimo che, del film di Hayao Miyazaki, esistesse anche un libro. Non me lo sono lasciato sfuggire e le mie aspettative non sono state deluse. 

Le vicende di Sophie, trasformata dalla Strega delle Terre Desolate in una nonnina, sono raccontate con uno stile a dir poco fantastico, anche se molto semplice e adatto ad un pubblico giovane. Travolgente e appassionante, la Jones ha creato un universo parallelo nel quale esiste la magia, e che ha reso suo attraverso la rivisitazione delle stelle cadenti, portatrici di demoni, il castello che si muove e la porta che si apre in mondi differenti, elementi che mi sono piaciuti veramente tantissimo. 
I personaggi non sono dotati di grande spessore, a volte li ho trovati un po’ prevedibili (soprattutto Howl), ma questo non ha comunque influito in alcun modo sul mio giudizio. 
Il racconto non annoia mai, è ricco di sorprese e Sophie ha sempre una preoccupazione a cui pensare. 
Non lo considero come un libro per bambini, anzi, credo che possa essere letto a tutte le età, e a tutte le età può essere apprezzato. 

Titolo: La psichiatra
Autore: Wulf Dorn
Trama: Lavorare in un ospedale psichiatrico è difficile. Ogni giorno la dottoressa Ellen Roth si scontra con un'umanità reietta, con la sofferenza più indicibile, con il buio della mente. Tuttavia, a questo caso non era preparata: la stanza numero 7 è satura di terrore, la paziente rannicchiata ai suoi piedi è stata picchiata, seviziata. È chiusa in se stessa, mugola parole senza senso. Dice che l'Uomo Nero la sta cercando. La sua voce è raccapricciante, è la voce di una bambina in un corpo di donna: le sussurra che adesso prenderà anche lei, Ellen, perché nessuno può sfuggire all'Uomo Nero. E quando il giorno dopo la paziente scompare dall'ospedale senza lasciare traccia, per Ellen incomincia l'incubo. Nessuno l'ha vista uscire, nessuno l'aveva vista entrare. Ellen la vuole rintracciare a tutti i costi ma viene coinvolta in un macabro gioco da cui non sa come uscire. Chi è quella donna? Cosa le è successo? E chi è veramente l'Uomo Nero? Ellen non può far altro che tentare di mettere insieme le tessere di un puzzle diabolico, mentre precipita in un abisso di violenza, paranoia e angoscia. Eppure sa che, alla fine, tutti i nodi verranno al pettine...

Rating:  e mezzo

Recensione: Ho letto questo libro in una giornata sola, l'ho letteralmente divorato. 
Ho trovato su Goodreads e anche su varie pagine Facebook tante recensioni negative riguardo questo romanzo. Molti dicevano che non prende, che la scrittura fa schifo e che non sono riusciti a terminarlo. Penso che per cogliere la bravura e la particolarità di questo libro, bisogna proprio leggere le ultime 100 pagine, in cui viene svelato il mistero. Diciamo che effettivamente se un libro vale solo per le ultime pagine allora non è esattamente un buon libro, e infatti tutta la prima parte non ha appassionato nemmeno me e mi sono affrettata a finirlo soltanto perché mia sorella (che lo aveva già letto) mi ha pressato con i suoi istinti da fangirl. 

La scrittura non è delle migliori, per questo tipo di romanzo, e anche per l'età dei personaggi e dell'audience a cui è diretto, avrei preferito uno stile più elaborato e con un lessico più ricercato. 
La soluzione finale è imprevedibile, anche se, ad un certo punto, ho iniziato seriamente a pensare che tutta questa storia fosse fin troppo surreale. 

Lo consiglio? Sì, alla fine lo consiglierei. 

martedì 21 ottobre 2014

Saga Divergent: recensione ed opinioni sconclusionate del perché amo/odio questa trilogia



SAGA DIVERGENT: recensione ed opinioni sconclusionate del perché amo/odio questa trilogia


Titolo: Divergent, Insurgent, Allegiant
Autore: Veronica Roth
Traduttore: Roberta  Verde
Pubblicato: marzo 2012-2013-2014
Edizione: DeAgostini 
Prezzo: 14.90 

ATTENZIONE! SARA' PRESENTE TANTISSIMO SPOILER, ANZI, IL COMMENTO DELLA SAGA SI BASA PROPRIO SU QUESTO! SE NON AVETE LETTO ALLEGIANT (O LA SAGA IN GENERALE) NON LEGGETE!


Dunque, so che sarà un'impresa, ma voglio provarci. Non so per quale ragione, ma non sono mai riuscita a scrivere una recensione di Divergent, dunque ho deciso di parlare in generale della saga con qualche riferimento particolare, a volte, ai tre libri che la compongono. 
Rispettivamente Abneganti, Eruditi, Pacifici, Intrepidi e Candidi
La scelta della valutazione per questa saga è stata difficile e combattuta. Una volta aver terminato tutti e tre i libri, che ho letto in tre giorni (uno per Divergent, uno per Insurgent e uno per Allegiant), è rimasta una sensazione di entusiasmo che è perdurata per circa un mesetto.  Non riuscivo a trovare nulla che fosse all'altezza di questa saga e addirittura abbandonavo in fretta qualsiasi libro leggessi. Purtroppo mi sono resa conto che (come mi è capitato anche con altri libri) quando finisco un romanzo e quest'ultimo mi lascia entusiasmo, lentamente ciò che mi aveva appassionato finisce col diventare uno dei tanti elementi di uno dei tanti libri che ho letto. 
Divergent, però, mi ha lasciato qualcosa di più. Innanzitutto ha fatto nascere in me la curiosità nei confronti della distopia. Leggendo Hunger Games e anche 1984, mi sono resa conto che effettivamente la parte distopica di questo romanzo non è tra le migliori, anzi, è abbastanza banale e anche poco realistica (infatti, come fa una persona a pensare solamente in una maniera? Come si può indirizzare il proprio pensiero verso una sola cosa? La spiegazione ci viene data in Allegiant, ma ammetto che non mi ha molto convinto e ne sono rimasta un po' delusa. Prima di tutto ci vorrebbero tantissimi anni per permettere uno sviluppo di questi "nuovi tipi di umani", e da quanto ho capito Divergent è ambientato in un futuro quasi prossimo, non proprio lontanissimo. Inoltre mi sembra che questi geni che sono stati tolti, ovvero l'egoismo, l'ignoranza e così via sono caratteristiche che si acquistano caratterialmente e non dei geni veri e propri che si possono eliminare dal DNA. Tra l'altro non ho ben capito se ad ogni umano è stato tolto ognuno di questo gene oppure soltanto uno di questi, dato che, per esempio, gli Eruditi sono acculturati ma non tutti sono altruisti.). 
Diciamo che, partendo con una semplice scelta che dovrebbe essere la metafora della nostra adolescenza, Veronica Roth sembra aver completamente divagato ed essere passata da un argomento all'altro senza però approfondire adeguatamente ognuno di questi. Come dicevo, dalla metafora dell'adolescenza si passa al voler essere completi, poi al sacrificio e così via. Trovo positivo il fatto che questo libro porti spesso a riflessione (e questa è stata una delle cose che mi ha colpito maggiormente), perché gli Young Adult di oggi hanno l’unico scopo di far guadagnare l’autore nonostante siano delle cagatine, e il più delle volte ci troviamo anche davanti stalker spacciati per eroi e ochette viste come ragazze coraggiose e intelligenti. Almeno Divergent si sforza di mandare qualche messaggio positivo ai giovani di oggi. L'autrice ha curato il messaggio principale dal primo libro, con la morte di Natalie, la madre di Tris, e lo ha portato fino alla fine con la morte della protagonista, che prima di lasciarci ci lascia appunto con la più grande delle lezioni di questo romanzo: 

“Lei mi ha insegnato tutto sul vero sacrificio. Che dovrebbe essere fatto per amore, non per un ingiustificato disgusto nei confronti del patrimonio genetico di un’altra persona. Che dovrebbe essere fatto per necessità, non senza prima tentare tutte le altre possibili strade. Che dovrebbe essere fatto per le persone che hanno bisogno della tua forza perché loro non ne hanno abbastanza. Ecco perché è necessario che io ti impedisca di “sacrificare” tutta quella gente e i loro ricordi. Ecco perché ho bisogno di liberare il mondo dalla tua presenza, una volta per tutte.” 

È per questo che sono riuscita a vedere Divergent come un semplice romanzo Young Adult e, nonostante vi abbia detto che l'entusiasmo che mi aveva lasciato è ormai scomparso, è rimasta dentro di me questa piccola cosa. 
Theo James e Shailene Woodley interpretano Quattro e Tris
nel film ispirato alla trilogia, uscito i primi di aprile 2014.

Passiamo adesso alla protagonista, Beatrice Tris Prior. Tris proviene da una famiglia abnegante ed è un personaggio che sostanzialmente mi è piaciuto, ma che non ho amato particolarmente. 
Il carattere di Tris è la conseguenza dell'ambiente in cui vive. A differenza di Katniss di Hunger Games, che spesso e volentieri è stata odiosa, egoista e antipatica, Tris è più umana e comprensibile e ci è anche più vicina. Questo perché a differenza di Katniss, che ha dovuto sopravvivere in un ambiente ostile e diffidente, Tris ha vissuto in una realtà più vicina alla nostra: deve annullare se stessa per aiutare gli altri. Spesso anche noi cerchiamo di far assimilare ai più piccoli i valori di altruismo e solidarietà, ed è la medesima cosa che succede a Tris, solo che in un modo un po' più esagerato. 
Katniss, invece, vive in un realtà lontana dalla nostra. Nessuno di noi, infatti, deve cacciare per procurarsi il cibo e deve fare da mamma alla propria madre, per poi preoccuparsi di non essere sorteggiati ad un gioco mortale. 
Chiudendo la parentesi Katniss, ritorniamo a Tris. Non è affatto un personaggio piatto, perché affronta una lunga maturazione dal primo al terzo romanzo, forse a volte è un po' stereotipata e spesso e volentieri anche stupida: Insurgent è completamente nonsense e il suo comportamento, per quanto sia una fase iniziale dell'applicazione del valore del sacrificio che sua madre, morendo, le ha insegnato, è fin troppo "scialla" nei confronti di se stessa. 
Tris è una divergente, e questa figura, che dà poi il titolo al romanzo, secondo me non è stata utilizzata nel migliore dei modi. Inizialmente i divergenti sembrano onnipotenti, ma in realtà il loro "potere" è semplicemente quello di resistere alle simulazioni e, come si scoprirà in Allegiant, quello di poter pensare "a tutto tondo", e non solo verso una direzione. Mi sembra una... cazzata, anche perché ripeto, è ciò che dà il titolo al romanzo e su cui il libro si dovrebbe basare.

Il personaggio maschile, Quattro, mi è piaciuto tantissimo (<4). Non sono d'accordo con chi dice che il nome Quattro sia una cagata, perché ha un significato e una sua storia da raccontare e di conseguenza lo rende interessante e meraviglioso. Quattro, come il numero delle sue paure. 
Oltre ai tre libri, uscirà nel 2015 in Italia una
raccolta di racconti narrati sotto il punto di
vista di Quattro. Il titolo della raccolta è
infatti Four. Personalmente l'ho già
comprato durante un viaggio in Inghilterra.
Posso accettare chi dice che sia un Gary-tsu, infatti abbiamo la famosa frase “Io non voglio commettere lo stesso sbaglio: voglio essere coraggioso, e altruista, e intelligente, e gentile, e onesto.” ce lo fa capire. A me sinceramente è proprio questo suo modo di pensare che adoro e che mi ha permesso di amarlo. Magari Veronica poteva giocare un po' meno sulla figura dell'insegnante figo (che ci troviamo in tutti i libri, ormai), ma in sostanza un personaggio ben fatto. 
La sua storia d'amore con Tris è lenta, fresca e non forzata come molte altre. Non si mettono insieme dopo pochissimo tempo, non si dicono Ti Amo immediatamente e affrontano, come tutte le coppie, litigi e incomprensioni. Nel film hanno inserito Edgar, un personaggio che dovrebbe fare da terzo incomodo perché Divergent è l'unica saga a non avere un triangolo. Il mio giudizio riguardo questa cosa è negativa al massimo: si perde tutto ciò che l'autrice ha voluto costruire con questa storia d'amore senza inserire inutili aggravamenti. 

Una cosa che ho notato del libro, è il fatto che Veronica Roth abbia dato molto spazio alla figura materna e molto poco a quella paterna. Andrew Prior, il padre di  Tris, non ha quasi voce in capitolo e viene eclissato dalla moglie. Il padre di Quattro, Marcus, invece, viene screditato e ci viene presentato come padre violento. 
Certo, la madre di Quattro non è il massimo dell'esempio come mamma, ma entrambi trovano la forza di ricominciare e di ricostruire un rapporto. 

Concludo aggiungendo qualche nota finale. Tutti e tre i libri sono sicuramente adrenalinici e moooolto scorrevoli: si leggono davvero velocemente nonostante le quattrocento e passa pagine. C'è moltissima azione, non vi è mai un attimo di quiete e il romanzo non raggiunge mai un punto di stazionamento e questo è un punto a favore del libro. 
Non ho apprezzato, invece, lo stile e la prima persona. Lo stile è veramente pessimo... fin troppo semplice, a mio parere, e spesso e volentieri trovavo espressioni un po' sgrammaticate e ridicole. Inoltre ci sono davvero pochissime descrizioni.
La prima persona è stata una scelta sbagliata, a mio parere. In Allegiant Veronica è dovuta ricorrere al cambio di punto di vista, cosa che mi manda in bestia, creando una cattiva indagine psicologica di Tris e Quattro: il loro modo di agire e di pensare era identico e questo mi ha causato dei problemi nel comprendere chi dei due stesse narrando (nonostante ci fosse scritto).
Alla fine lo consiglierei ad un adolescente, nonostante non sia affatto l'opera del secolo e non ne sia più così appassionata. 

sabato 20 settembre 2014

Pretty Little Liars

Titolo: Pretty Little Liars
Autore: Sara Shepard
Traduzione: Elisa Piccini
Numero di pagine: 699
Pubblicato: 2006 (in America)
Edizione: New Company Editori
Prezzo: 8.90 euro
Trama: Nell’esclusivo quartiere di Rosewood, in Pennsylvania, Spencer, Aria, Emily e Hanna sembrano trascorrere un’esistenza tranquilla, tra manicure, pettegolezzi e problemi di cuore. Sono quattro ragazze bellissime, dall’aria ingenua e vulnerabile. Ma il loro candore è solo una fragile apparenza, dietro cui si cela un passato di segreti pericolosi. Segreti che qualcun altro sembra conoscere: una persona enigmatica che si firma con la sola lettera A e minaccia di svelare tutta la verità. Le amiche sono così trascinate in un gioco inquietante, che le costringe a portare alla luce terribili ricordi. E chiunque si nasconda dietro A, è di certo intenzionato a rovinare le loro vite per sempre...

Rating:  e mezzo


Recensione:  La serie televisiva Pretty Little Liars mi ha sempre incuriosito, anche se non ho mai cominciato a seguirla.  Come sono solita fare, quando vedo un caso cinematografico di grande successo compro sempre la versione cartacea, per poi dedicarmi alla trasposizione in film o telefilm (è accaduto con Noi siamo infinito, Twilight, Colpa delle stelle ecc.).
Ho letto la versione del libro che comprende i primi quattro romanzi assieme, e sono rimasta piacevolmente colpita dall’esito del romanzo. Le tre stelline e mezzo sono la media dei voti dei libri, singolarmente le valutazioni sono di 2,5 (il primo), 3,5 (il secondo e il terzo) e 4 (il quarto).

Cosa mi è piaciuto

-Lo stile. Pensavo che, come la maggior parte degli Young Adult, fosse scritto con i piedi, invece mi sono dovuta ricredere. Nonostante lo stile sia comunque molto semplice, non ci sono ripetizioni e le descrizioni sono soddisfacenti.

-I personaggi. Ho apprezzato l’indagine psicologica di ognuna delle quattro protagoniste. Tutte diverse, tutte particolari, anche se Hanna per hanno ho coltivato un po’ di antipatia. Soprattutto quando non si conosce la storia, inizialmente è un po’ difficile seguire il romanzo e ricordare i collegamenti che ci sono fra i vari personaggi.

-L’adolescenza. Non dico che i personaggi erano prevedibili, ma comprensibili. Ogni loro scelta è realistica e coerente, e anche se a scrivere il libro è stata un’adulta, si riesce facilmente ad immedesimarsi in questi adolescenti irrequieti. E le quattro magnifiche bugiarde non smettono di comportarsi come ragazze della loro età.

-I temi trattati. Oltre alle vicende macabre, che sono la parte più importante del romanzo, la Shepard tratta anche altre tematiche tipiche di questo periodo, come l’alcolismo, l’omosessualità (e il razzismo in generale) e il bullismo. Questi argomenti rimangono di contorno, ma non vengono trattati assolutamente con superficialità, seppure in maniera leggera.

-La suspense. Il libro prende dall’inizio alla fine. Non c’è stato un attimo in cui ho smesso di leggerlo, soprattutto durante la lettura delle ultime pagine. Ho letto tutti e quattro i libri in circa una settimana, ma lo avrei finito molto prima se non fosse stato per la scuola e per mia sorella (lo abbiamo letto entrambe contemporaneamente). I misteri si infittiscono sempre di più, e ad ogni pagina se ne apre sempre uno nuovo. L’autrice ha studiato perfettamente gli avvenimenti passati per rifletterli con destrezza nel presente e collegare davvero in modo geniale qualsiasi situazione.  

Cosa non mi è piaciuto

-L’età. Diciamo che l’età delle protagoniste mi è sembrata abbastanza ambigua. Quando la vicenda dei messaggi accade, si trovano in terzo superiore, ma tutti i segreti che nascondono si riferiscono ad avvenimenti della seconda media. Ecco, qui ho storto un po’ il naso, perché, dati gli scherzi e le situazioni nei quali le protagoniste, da “bambine”, si sono ritrovate, avrei preferito un’età più avanzata, le ho trovate un po’ troppo piccole per poter pensare e agire in questa maniera.

-Lo scenario. Il romanzo è ambientato a Rosewood, un quartiere in Pennsylvania apparentemente tranquillo e idilliaco. In questa zona tutti sono perfetti: le ragazze hanno gambe lunghe, abiti alla moda e capelli sempre perfetti; i maschi hanno tutti un viso affascinante e un fisico da urlo. Mi è parso un po’ troppo irreale, come cosa. Non esiste un posto in cui tutti sono così avvenenti... è sereno all’inverosimile.

-Love stories. Le storie d’amore mi sono sembrate un po’ alla Beautiful. Ci sono ridicoli prendi e molla e situazioni amorose assurde. Fidanzamenti senza né capo né coda e gelosie e tradimenti ad ogni angolo. È l’unica cosa che proprio non ho apprezzato, anche se, fortunatamente, la parte amorosa del romanzo non è uno degli elementi principali, e rimane a far da contorno.  

-La struttura del romanzo. Ho trovato uno spreco la divisione dei vari libri. La saga è formata da tantissimi romanzi, addirittura in America sono arrivati a 15, eppure sono brevi e poco corposi. Penso sarebbe stato meglio unirli a due a due, dividendoli in parti. Il primo libro, per esempio, ha solamente 160 pagine, nella mia versione, ed è abbastanza inutile, non succede nulla. Attaccarlo al secondo sarebbe stata una scelta intelligente.


Alla fine è stata una bella scoperta questa saga, anche se il problema è che non hanno tradotto oltre il quarto libro e non so come fare per recuperare gli altri!

mercoledì 17 settembre 2014

W.W.W Wednesday #2

Buon mercoledì, carissimi lettori del blog. Oggi ci ritroviamo con la famosa rubrica W.W.W Wednesday e le tre domande riguardanti la lettura.
Vi anticipo che questa settimana non è stata proprio produttiva, per quanto riguarda la lettura, ma cercherò di rifarmi nonostante gli impegni scolastici. Come potrete notare i programmi fatti la scorsa settimana sono stati completamente stravolti... non ho letto nessuno dei tre libri che mi ero ripromessa di leggere. Tenera è la notte ho deciso di cominciarlo più avanti. Leggendo qualche pagina mi sono resa conto che non è il momento e che non sono ancora pronta per affrontarlo. Teorema Cathrine è ancora lì, nella mia libreria, attende di essere aperto.


What have you finished reading?

                      

-Pretty Little Liars, Deliziose. Il libro dal quale è stata tratta uno dei telefilm più famosi e avvincenti di sempre. Scommetto che la maggior parte di voi lo segue, io ho preferito comprare la versione cartacea perché non sono una fan accanita dei telefilm. Ho i primi quattro volumi tutti assieme e ho appena scoperto che gli altri undici (perché in totale sono quindici) non sono stati tradotti! 
In ogni caso, il primo volume non mi è sembrato particolarmente appassionante. Una trama complessa e ben strutturata, ma il primo libro è abbastanza inutile. 
-Pretty Little Liars, Divine. Il secondo della saga. Mi è piaciuto di più ed è stato più intrigante. Mi sta piacendo lo sviluppo della storia e i misteri che girano attorno alle quattro sfortunate protagoniste. Poiché è il più grande, è il romanzo di questa settimana che ho apprezzato di più.
-Il superstite. Uno dei thriller di  Wulf Dorn. Carino, merita principalmente per la parte finale, ma un po' troppo prevedibile e scontato, per essere stato scritto da un autore così acclamato. Il suo miglior romanzo è La psichiatra, quindi dovrei leggere anche quello per rendermi seriamente conto del suo valore, ma Il superstite non mi ha appassionato, quindi non sono sicura di prendere altri libri di Dorn. 

What are you currently reading?

                                                    


-Pretty Little Liars, Perfette. Continuano le vicende di Aria, Hanna, Spencer ed Emily con il terzo romanzo. Non sono nemmeno arrivata a metà, l'ho iniziato ieri sera, ma le vicende già cominciano ad infittirsi nuovamente. 
-Un anello da Tiffany. L'autrice è celebre per aver scritto Il diavolo veste Prada, libro che non ho letto ma che mi incuriosisce molto (devo rimediare!). Lo comincerò esattamente oggi (dopo aver scritto il post). 

What are you going to reading?

                                                   

-An Abundance of Kathrines, in lista da mesi. Ho letto qualche capitolo, ma non l'ho mai cominciato seriamente. La copertina che vedete è quella che ho io, dato che sto leggendo in inglese. 
-Città di carta, sempre di John Green, che mi arriverà esattamente domani (grazie ad un'amica fan sfegatata dell'autore). Sono molto curiosa riguardo questo libro, so che nel 2015 arriverà il film e ho intenzione di vederlo. Inoltre è l'unico libro di John Green del quale non abbia letto spoiler, quindi sarà totalmente una sorpresa per me. 

Quali libri avete appena terminato? Quale state leggendo? Cosa credete di leggere in seguito? Lasciatemi il vostro W.W.W Wednesday fra i commenti!


martedì 9 settembre 2014

Saga Night School

Buongiorno lettori del blog! Oggi è 9, e dovrei postare per la prima volta un post per la rubrica OMG That Cover. Penso che arriverà questo pomeriggio.
Nel frattempo vi lascio con la recensione di una saga Young Adult innovativa e particolare, che secondo me merita davvero. Sono solita recensire libri di una stessa saga assieme, così da potervi aiutare a farvi un'idea più ampia della serie. Questa qui è abbastanza vecchiotta, ma poco conosciuta, infatti la stanno traducendo veramente in modo lentissimo (in Inghilterra sono usciti già i quattro volumi, mentre a dicembre arriverà il terzo).

Dunque, let's start!


Saga Night School

Il segreto del bosco e Il segreto della notte



Titolo: Il segreto del bosco
Autrice: C.J.Daugherty
Traduzione: Francesca  Barbanera
Numero di pagine: non disponibile
Pubblicato: 13 novembre 2012 (in  Italia)
Edizione: Newton company editori
Prezzo: non disponibile
Trama: Allie Sheridan è a pezzi. Va male a scuola, il fratello è scappato di casa ed è appena stata arrestata per l’ennesima volta. Anche i genitori ne hanno abbastanza e sono determinati a mettere la parola fine ai suoi comportamenti ribelli. Per allontanarla dalle amicizie pericolose e metterla in riga una volta per tutte, decidono di iscriverla a un collegio per ragazzi difficili, la Cimmeria Academy.

Una scuola decisamente sui generis, con un regolamento molto rigido e dalla quale sono banditi cellulari, televisione e computer. Gli studenti della Cimmeria Academy sono uno strano gruppo di ragazzi particolarmente dotati, privilegiati ma anche indisciplinati e Allie si sente subito a suo agio tanto da fare amicizia con alcuni di loro. C’è Carter, affascinante ma dalla pessima reputazione; la fragile Jo, destinata a diventare la sua migliore amica, e Sylvain, un inquietante ragazzo francese a cui nessuno riesce a dire di no. Ma il collegio la notte si anima e apre le sue porte alla Night School, una società segreta le cui attività sono un mistero per molti studenti… Si susseguono episodi inquietanti fino alla morte di una ragazza al ballo d’estate, ed è proprio allora che Allie comincia a capire che la scuola nasconde dei segreti inimmaginabili. Anche i suoi genitori sono coinvolti in qualcosa di poco chiaro e le hanno mentito sul quel posto e sulla scomparsa del fratello. Ma perché? Di chi può realmente fidarsi? E cosa accade davvero alla Cimmeria Academy, quando cala la notte?


Rating: 


Recensione: Possiamo definire “Il segreto del bosco” una ventata d’aria fresca, innovativo e particolare.
Non è proprio una lettura appena svolta, ma lo ricordo perfettamente come se lo avessi appena terminato, perché questo è uno di quei romanzi che, nonostante la trama complessa e gli intrighi che sbucano come funghi, rimane impresso e non si riesce a dimenticare.
Allie, la protagonista, finisce alla Cimmeria, una scuola lontana e priva di tecnologia, che ricorda un po’ Hogwarts o l’accademia dei Vampiri e che è frequentata dalle persone più ricche del Paese. Nel romanzo compaiono moltissimi personaggi, tutti diversi, tutti particolari. Purtroppo una cosa che non ho apprezzato è stato lo scarso approfondimento psicologico di questi personaggi, lasciati un po’ lì, a fare da comparse senza poi un effettivo ruolo nel libro.
La trama è veramente avvincente, ricca di colpi di scena. Il libro prende immediatamente e ha un ritmo molto veloce. Non si riesce a terminarlo finché non si è arrivati a conoscere la verità. Una delle cose che più hanno colpito è proprio la soluzione ideata dall’autrice: reale, verosimile, una possibilità tranquillamente possibile anche ai nostri giorni (penso infatti che la Daugherty si sia ispirata alle “leggende” riguardo gli Illuminati). Già da subito, dall’arrivo di Allie nella nuova scuola, cominciano i misteri, una rete intricata di piccoli segreti che formano un unico grande enigma, di cui la nostra protagonista è il fulcro. Tutti mentono, tutti indossano delle maschere per nascondere la loro vera identità e un personaggio che potrebbe sembrare amico, si dimostra uno dei peggiori antagonisti. Allo stesso modo, il più sgarbato e ostile si rivela uno dei personaggi più fidati.
Il punto forte del romanzo sono le scene d’azione e gli avvenimenti in generale, posizionati in maniera strategica e molto efficaci. Non permettono mai di annoiarti e ti tengono incollato alle pagine.
C’è anche una storia d’amore, un po’ prevedibile, si combatte in un triangolo tra Carter e Sylvain. Mi è piaciuto il fatto che sia comunque rimasta da contorno e che non sia diventata la protagonista del romanzo, lasciando sempre spazio agli avvenimenti in stile thriller.
“Il segreto del bosco” non è certamente una lettura leggera, anzi, stimola il cervello alla ricerca di una soluzione e ti fa vivere il mistero assieme ai personaggi.






Titolo: Il segreto della notte
Autrice: C.J.Daugherty
Traduzione: Francesca  Barbanera
Numero di pagine: 384
Pubblicato: 7 novembre 2013 (in  Italia)
Edizione: Newton company editori
Prezzo: 9.90 euro
Trama: Dopo un anno complicato in cui ha lottato e sofferto, in cui ha dovuto separarsi da persone care e ha conosciuto la potenza dei suoi nemici, Allie ha perso fiducia nella vita. L’unico posto dove si sente a casa è la nuova scuola, la Cimmeria Academy. Qui vivono i suoi veri amici, pronti a sostenerla nelle difficoltà e a darle l’affetto e il calore familiare che ormai pensava di aver perduto per sempre. Ma la Cimmeria Academy non è il paradiso che sembra: oscurità e mistero ancora aleggiano tra antichi corridoi e un grave pericolo minaccia studenti e insegnanti. E c’è di più: Allie scopre che il segreto custodito tra le mura imponenti di questa prestigiosa accademia potrebbe riguardare anche la sua famiglia. Ma non potrà fare affidamento su nessuno, dubiterà dei suoi stessi sentimenti e dovrà raccogliere tutto il coraggio per cercare la verità, e per scoprire chi in realtà la sta tradendo. E qualcuno si farà seriamente del male

Rating: 

Recensione: "Il segreto della notte" è il secondo capitolo di questa saga, che purtroppo non è avvincente come il libro. Tengo a sottolinearlo già da subito, molto spesso mi è capitato che i seguiti di una saga non fossero all'altezza dei primi romanzi, e anche se qui la differenza è lieve, a questo secondo libro è mancato qualcosa.
Mi sembra che la saga sia composta da quattro o cinque libri, dunque immagino che questo sia solamente un capitolo di transito, in cui la situazione viene solamente approfondita e non vi sono particolari risvolti. Ritornando alla Cimmeria per il secondo anno, Allie ritrova i misteri lasciati durante l'estate, assieme agli amici e agli ex compagni. 
Rispetto al primo libro, qui sembra tutto più tranquillo, non vi sono particolari avvenimenti che scuotono di molto l'animo del lettore. Allie entra nella Night School, a parte qualche attacco dai nemici, una spia che comincia a dare fastidio e un incontro che la farà dubitare di chiunque manca l'elemento avvincente che nel romanzo precedente cattura e ti trascina fino all'ultima pagina. Il romanzo non prende particolarmente, le vicende cruciali sono concentrate verso la fine.
Il thriller è poco presente in questo secondo capitolo e non ho apprezzato l'avanzata della storia d'amore. Ci sono delle variazioni, il triangolo persiste e purtroppo non mi sono trovata d'accordo con le scelte fatte dall'autrice (e di conseguenza da Allie). Non sono mai stata particolarmente interessata alle variazioni amorose in qualsiasi romanzo leggessi, eppure qui sono stata davvero presa alla sprovvista e non mi sono mai ritrovata così "arrabbiata" per una variazione. Spero che nei prossimi libri questa scelta comporti un colpo di scena (perché ho una mezza idea di chi possa essere la spia) e che l'intreccio si faccia più contorto. 

lunedì 8 settembre 2014

Saga Lux: The beginning





SAGA LUX: THE BEGINNING
OBSIDIAN E ONYX





Titolo: Obsidian
Autrice: Jennifer L. Armentrout
Traduzione: Sara Reggiani
Numero di pagine: 209
Pubblicato: 2011 (in America)
Edizione: Giunti
Prezzo: 12.00 euro
Trama: Katy, una book blogger diciassettenne, si è appena trasferita in un paesino soporifero del West Virginia, rassegnandosi a una noiosa vita di provincia. Noiosa finché non incrocia gli occhi verdissimi e il fisico da urlo del suo giovane vicino di casa: Daemon Black è la quintessenza della perfezione. Poi quell’incredibile visione apre bocca: arrogante, insopportabile, testardo e antipatico. Fra i due è odio a prima vista. Ma un giorno Daemon salva Katy da un’inspiegabile aggressione, bloccando il tempo con... un flusso sprigionato dalle sue mani. Sì, il ragazzo della porta accanto è un alieno. Un alieno bellissimo invischiato in una faida galattica, e ora anche Katy, senza volerlo, c’è dentro fino al collo. L’unico modo per sopravvivere è stare incollata a Daemon. Sempre che lei non lo uccida prima...
Sexy, appassionante e irrinunciabile, Obsidian è il primo capitolo dell’attesissima serie “Lux”.


Rating: 




Recensione: È una saga che sta andando molto di moda in questo periodo, e ho deciso di dare un’occhiata. Ammetto di non essere rimasta proprio delusa, ma vi ho trovato sia degli elementi spettacolari e super efficaci, sia qualche pecca.
Partendo dalle note positive del libro, trovo che la parte fantasy del romanzo sia molto original. Solitamente, nei paranormal romance vengono presi in considerazione soprattutto vampiri, lupi mannari o streghe. Invece in questo libro si ha come elemento sovrannaturale l’alieno, del quale l’autrice ha completato catapultato la figura. Abituati al classico ET, bitorzoluto, verde e nemico dell’uomo, qui ci troviamo davanti a essere fatti completamente di luce (provenienti dal pianeta Lux, che dà il nome alla saga), resi reali attraverso spiegazioni scientifiche soddisfacenti e molto efficaci. L’autrice ha saputo caratterizzare bene questa nuova creatura paranormale, tutto è relativo al loro essere fatti di luce, compresi i poteri del quale sono dotati. Penso che in generale anche le vicende siano state posizionate in modo idoneo: il racconto è incalzante e vi sono parecchi colpi di scena che lasciano di stucco il lettore e lo invogliano a leggere oltre. Ammetto che le prime pagine sono un po’ noiose, si entra nel vivo della storia circa alla metà del libro. In ogni caso, mi è piaciuta anche la caratterizzazione della protagonista, Katy, che inizialmente appare come la classica sfigata di turno, mentre si rivela con più carattere di quanto il lettore si aspetti.
Ripeto che ci sono anche delle cose negative, che mi hanno fatto storcere il naso più volte e che hanno fatto scendere la mia valutazione. In primis lo stile, che non mi è piaciuto affatto. A prescindere dal fatto che a narrare è Katy, soprattutto all’inizio la ragazza fa uso di parole volgari. Non dico di essere sempre perfettini, qualche volta ci scappa, ma in un libro lo trovo un po’ sconveniente. Il lessico è ristretto e i dialoghi fin troppo lunghi. L’autrice narra la vicenda con sarcasmo, rendendo comici i litigi che ci sono fra Katy e Daemon, rendendoli, però, abbastanza pesanti, ad un certo punto scocciano. Non mi è piaciuta nemmeno tanto la caratterizzazione di alcuni personaggi, come Ash e Daemon. Lo trovo come il solito figo e stronzo, che si alterna con momenti di bastardaggine massima ad istanti di dolcezza e vulnerabilità. Ash pure, la classica ragazza stupenda innamorata del belloccio della scuola, che si scontra con la ragazza normale (Katy) per allontanarla da Daemon.
Gli eventi sono un po’ alla “Twilight”, per così dire, diciamo che in effetti potrebbe essere quasi definito copiato. Lui che la salva continuamente, la ragazza che si trasferisce in un paesino e così via. L’unica cosa è che al posto dei vampiri vi sono gli alieni.

Alla fine, non è una cattiva lettura. È un libro molto carino, che tratta un tema mai affrontato prima d’ora di me, quindi ne sono rimasta anche affascinata. Non è di certo un evento mondiale, o chissà quale libro spettacolare, ma tutto sommato incuriosisce e invoglia a continuare la serie. 


Scusate per la scarsa qualità della copertina,
ma non ne ho trovare altre
Titolo: Onyx 
Autore: Jennifer Armentrout
Traduzione: Sara Reggiani
Numero di pagine: 368
Pubblicato: 29 gennaio 2014 (in Italia)
Edizione: Giunti Editori
Prezzo: 12 euro
Trama: Daemon Black ultimamente è cambiato: dolce, passionale, protettivo e addirittura geloso, sembra davvero prendere sul serio la relazione con Katy, che adesso è qualcosa di più di una bizzarra connessione aliena. E Katy? Ancora combattuta, non può più negare di esserne perdutamente innamorata. Però non è facile godersi una storia d’amore quando il pericolo è in agguato: una minacciosa presenza che viene da un altro mondo e nasconde segreti impensabili.

Katy è sconvolta per aver appreso cose che non poteva lontanamente immaginare e l’improvvisa apparizione di qualcuno creduto morto non rende certo la situazione più semplice. Determinati a scoprire la verità sulla scomparsa di Dawson e della sua ragazza, Katy e Daemon si trovano ad affrontare una lotta di dimensioni cosmiche. Nessuno è ciò che sembra e i segreti nascosti per così tanto tempo reclameranno le loro vittime. A volte esistono nemici più forti dell’amore...

Nel secondo, avvincente episodio della serie “Lux”, suspense, intrighi e passione sono... alle stelle!



Rating:




Recensione:  Anche questo secondo libro si è rivelato leggero e mi ha intrattenuto in questa giornata di pura noia. Non aspettandomi molto, ammetto di essere rimasta piacevolmente sorpresa della piega presa dalla saga. Durante le prime cento pagine ho sentito solamente un’incredibile noia: vi è un semplice riepilogo della situazione abbandonata nel primo libro e l’arrivo di un personaggio fondamentale per il resto della storia: Blake. Quando si dà il via alla vera e propria azione, il racconto diviene incalzante e ricco di colpi di scena, con misteri e segreti dovunque e una Katy sempre più confusa dalle continue rivelazioni. La storia prende una piega un po’ drammatica, dopo la morte di un personaggio abbastanza importante e le gravi situazioni che affrontano i due protagonisti.
La valutazione è comunque non molto alta, ciò che non ho apprezzato del racconto sono state le condizioni emotive, le personalità e la caratterizzazione dei personaggi. L’utilizzo della prima persona ha giocato a sfavore dell’autrice, poiché non ha potuto approfondire parecchi punti di vista interessanti. In primis quello di Daemon, di cui ho letto vi erano delle parti in Obsidian che sono state tagliate (scelta efficace a mio parere, dato che il cambio di punto di vista è alquanto fastidioso). Inoltre quello di Ash, che all’improvviso lascia stare Daemon e, ad un certo punto, quasi rimprovera Katy per aver scelto Blake al posto dell’affascinante e super sexy alieno. Dee, in questo libro, è stata molto trascurata, e l’ho trovata anche abbastanza superficiale. Diciamo che il suo rapporto con la protagonista si sgretola leggermente, e nel libro la colpa viene totalmente gettata su Katy. Non ne ho trovato il motivo, dato che Dee, fidanzata, ha abbandonato l’amica per pomiciare con il ragazzo. L’autrice sembra aver esaltato la sua parte più infantile. Katy, invece, perde totalmente punti. Prende un po’ la strada dell’ochetta, facendo una specie di doppio gioco tra Daemon e Blake, un po’ come Abby di  “Uno splendido disastro” tra Parker e Travis. Inoltre si innervosisce se Daemon sta un po’ assieme ad Ash, quando lei trascorre più della metà del libro assieme ad un altro ragazzo nonostante sia evidentemente innamorata di Daemon. Blake è un’altra personalità discutibile e un interessantissimo personaggio da poter trattare se il racconto fosse narrato in terza persona. La sua tristissima storia, la condizione attuale e il suo stato d’animo sarebbero stati davvero intriganti.
È una saga che comunque continua ad incuriosirmi e appena sarà disponibile mi munirò del terzo romanzo: Opal. Questo, in particolare, mi ha lasciato una curiosità incredibile al finale grazie ad un colpo di scena sorprendente.


Avete letto questa saga? Cosa ne pensate? Vi è piaciuto o no?  Pensate di continuarla?




sabato 6 settembre 2014

La cacciatrice di fate



Titolo: The falconer
Autore: Elizabeth May
Traduzione: lingua originale
Numero di pagine: 312
Pubblicato: febbraio 2014 (in  Italia)
Edizione: Gollancz
Prezzo: 8.99 sterline
Trama: Lady Aileana non ha paura della notte: è nelle pieghe del buio che può compiere la sua missione. Non ha paura degli stretti vicoli di Edimburgo e dei pericoli che vi si annidano: è lì che può trovare le sue prede. Perché Aileana, giovane figlia del marchese di Douglas, nasconde un segreto: se di giorno è una perfetta gentildonna del diciannovesimo secolo, alle prese con gioielli, vestiti e feste scintillanti, di notte è una spietata cacciatrice di fate. Tutto è iniziato un anno prima, la sera del suo debutto in società: la stessa, tragica sera della morte di sua madre, uccisa da un essere soprannaturale. Da allora, Aileana sente dentro di sé una voce selvaggia che la sprona alla vendetta. Da allora, ha intrapreso un duro addestramento per imparare a combattere le fate: creature assetate di sangue che si nutrono dell'energia vitale degli umani. È stato Kiaran, il suo affascinante maestro, a fare di Aileana una guerriera, allenandola alla battaglia. E sarà lui a farle scoprire lo straordinario destino che l'attende. Perché Lady Aileana è l'ultima cacciatrice di un'antica stirpe, l'unica in grado di proteggere l'umanità la notte in cui tutte le fate si risveglieranno. La notte, ormai imminente, del solstizio d'inverno.




Rating:   


Recensione; Ero parecchio indecisa riguardo il rating di questo romanzo. Il mio giudizio oscillava dal 2.5 al 3.5 e, tagliando la testa al toro, ho optato per un 3.
La prima parte del romanzo non è stata particolarmente emozionante?, tanto che avevo già deciso che il libro valeva due stelline e mezzo. È stata la seconda parte (non ricordo nemmeno quale punto in particolare) che mi ha mandata in completo delirio. Da quel momento ho cominciato a leggere bramando di terminarlo e sono rimasta sveglia fino alle due pur di finirlo.
In ogni caso, parlerò prima delle cose che mi sono piaciute e poi di quelle che non mi sono piaciute.

Cosa mi è piaciuto

- Lo scenario.  La Scozia ottocentesca penso sia già di per sé un luogo meraviglioso e quasi surreale, tra balli, alta società e l’aggiunta di elementi un po’ steampunk che hanno reso veramente interessante e magica Edimburgo. L’autrice ha quasi creato una specie di epoca quasi idilliaca, contenete sia l’eleganza dell’Ottocento, sia la tecnologia che si avvicina (o supera, a volte) quella moderna, un ambiente nel quale tutti vorrebbero vivere.

-La protagonista. Finalmente una protagonista che non si lagna, ma che affronta la vita a testa alta, forte, caparbia, ma comunque umana e piena di debolezze. Dopo la morte di sua madre, Aileana è divenuta un vero e proprio osso duro e la sua vita si divide tra alta società e caccia. La May non l’ha resa, però, invincibile: come ha già detto prima, anche Aileana ha i suoi punti deboli, che cerca nonostante tutto di superare e di trasformare in punti di forza.

-Kiaran. Io ho amato questo personaggio. E lo amo tutt’ora. Inizialmente pensavo fosse il solito bastardo di turno, un po’ alla Jace di Shadowhunters, privo di spessore e senza un vero e proprio carattere. Ho dovuto ricredermi. Kiaran e Aileana sono molto simili: forti e imbattibili all’esterno, ma tormentati e deboli all’interno. Se le sue mezze verità inizialmente mi infastidivano, ho cominciato a trovare questo suo modo di rispondere quasi affascinante, una specie di allarme per segnalare in modo lieve le sue debolezze.

-Derrick. Una pixie che cuce vestiti in cambio di miele, non è la quintessenza della dolcezza? L’iperprotettività nonostante la taglia, il coraggio e la fedeltà hanno reso Derrick uno dei miei personaggi preferiti.

-L’elemento fantasy. Mi è piaciuta molto la rivisitazione della fata, resa una creatura crudele e temibile in questo romanzo. Il bestiario alla fine del romanzo è stato interessante e anche pratico, non sempre riuscivo a ricordare le caratteristiche delle fate, e a volte mi mandavano anche in confusione. Diciamo anche che, da ex fan delle Winx, ho avuto anche una specie di piccolo trauma con questi nuovi esseri demoniaci.

-La storia d’amore. Nonostante ci sia ed influisce abbastanza nel romanzo, rimane comunque da contorno e non diventa la protagonista. L’ho trovata anche abbastanza imprevedibile: se inizialmente non nutrivo speranze in un innamoramento fra Kiaran ed Aileana (che vedevo decisamente già sposata con Gavin ancora prima della richiesta di matrimonio), ad un certo punto ho cominciato a fremere attendendo il loro primo bacio.

Cosa non mi è piaciuto

-Lo stile. Ho trovato lo stile di scrittura della May abbastanza pessimo, anzi, veramente pessimo. Ho letto il libro in inglese e il testo si alternava tra periodi con una sintassi realmente troppo semplice e ripetizioni a non finire. Diciamo che in questo romanzo l’ambientazione storica non è l’elemento principale, ma lo stile potrebbe comunque contribuire a richiamare quel periodo e a creare un’atmosfera più concreta. Il modo in cui la May lo ha scritto, invece, mi ha riportato troppo ai nostri giorni e non mi ha fatto penetrare appieno nell’epoca storica.

-L’alta società. Elizabeth May’s debut is a wicked cocktail of Jane Austen’s high society and the Grimm’s fairy tales. Questo è ciò che è scritto sul retro del romanzo, in copertina. Diciamo che di alta società di Jane Austen vi ho trovato ben poco, perché la mentalità e il linguaggio dei personaggi non li ho trovati ottocenteschi, bensì moderni. Il loro modo di rivolgersi ad altre persone, il loro approccio... la May non è riusciuta ad immedesimarsi completamente nella mentalità del tempo,  e il risultato è una presunta società ottocentesca che in realtà di ottocentesco non ha nulla.

-Lo steampunk. Ho detto prima, nel primo paragrafo delle cose che mi sono piaciute, che lo steampunk è stato uno di questi. Purtroppo a volte ho notato che la tecnologia si avvicinava troppo a quella moderna e quasi l’autrice si dimenticasse di star scrivendo un romanzo ambientato nel passato. Anche alcune espressioni fin troppo contemporanee mi hanno riportato al mondo di oggi, facendomi allontanare dall’epoca del libro.

-Il finale. Avrà lasciata tutti di stucco, ma io sinceramente non lo considero un finale. È tronco, come la puntata di un cartone animato, dove esce scritto To be continued.

Gli elementi che ho apprezzato sono senz’altro di più rispetto a quelli che mi hanno fatto storcere il naso, ma le cose che non mi sono piaciute sono state comunque incisive e hanno influenzato il mio giudizio molto di più rispetto agli elementi positivi.
E per rimanere in tema, lascerò tronca la recensione, così da imitare lo stile del romanzo.




E voi? Che ne pensate di questo romanzo? Lo avete letto? Pollice in su o in giù? Vi incuriosisce? Lasciate un commento per farmi sapere la vostra!